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Gerberto d’Aurillac – Papa Silvestro II

Statua di Gerberto d'Aurillac - Papa Silvestro II.
Ubicazione: Aurillac, Cantal, Francia

Sulla vita di Gerberto d’Aurillac (Papa Silvestro II) è stata detta qualsiasi cosa: da grande sapiente del Medioevo a seguace di Satana e del Maligno; da primo alchimista della scuola europea, a scolastico infarcito di diritto canonico; egli divenne papa poco prima della fine del primo millennio del nostro calendario dopo aver attraversato una carriera ecclesiastica incredibile che lo ha visto svolgere mansioni di segreteria dei potenti e ricoprire importanti cariche clericali; fu arcivescovo di Reims, abate di Bobbio, legato dell’imperatore a Ravenna e infine vicario di Cristo in Vaticano.⠀

La figura di colui che diventerà papa Silvestro II è in ogni fonte ricordata per le sue doti di conoscenza di tutte le arti, tanto del trivio quanto del quadrivio. Ad una solidissima conoscenza delle Sacre Scritture e dei testi classici canonici, Gerberto accompagna fin dalla più giovane età la conoscenza della matematica e dell’idrostatica, dell’algebra e della geometria. Le scienze egli le impara sofisticatamente durante il soggiorno spagnolo al seguito del conte Borrel, colui il quale lo introdurrà a Roma presso papa Gregorio XIII. Fu proprio in quell’evenienza che Gerberto conobbe Ottone I imperatore; incaricato dallo stesso regnante di curare l’educazione di Ottone II, giovane politico in erba, Gerberto si trasferì a Reims, dove prese possesso della cattedra sotto l’arcivescovado di Adalberone.⠀

Il rapporto di Papa Silvestro con Ottone III⠀

Ma non sarà al servizio di Ottone II, né a Reims, che Gerberto raggiungerà i fasti papali. Il suo grande protettore fu il terzo degli Ottoni, un giovanissimo ragazzo estremamente affezionato al vecchio maestro. Egli vorrà stare in Italia per meglio controllare l’operato del clero durante la particolarissima fase di esplosione monastica del X/XI secolo. E al suo fianco il principe vorrà personalità forti e fidate: tra queste Gerberto spicca per importanza di incarichi e per rilevanza.⠀

Nel 999 muore improvvisamente (ucciso) papa Gregorio V. Il soglio rimane vacante e il giovane Ottone III decide di insediare Gerberto. Il nome lo sceglie lo stesso uomo di Chiesa: egli sarà Silvestro, come il primo papa; allo stesso modo infatti in cui Silvestro I incoronò Costantino imperatore di tutti i cristiani, così egli incoronerà il nuovo costantino Ottone III a capo della Città Eterna e di tutti i fedeli di Cristo.⠀

Nasce in questo periodo l’idea fugace di una Renovatio Imperii, di una ricostruzione utopica di Roma a capo del mondo. E i paladini di questa nuova visione dell’Urbe sono proprio Ottone e Gerberto. Ma il giovane principe cade malato e muore dopo soli due anni e il vecchio dottore della Chiesa (ormai sessantenne) non resiste più fisicamente all’impegno della politica.⠀

Morte di Gerberto d’Aurillac⠀

Il 12 maggio 1003 papa Silvestro II muore, lasciando Roma e il soglio pontificio in una situazione devastante che non sarà risolta se non nel 1009, sei anni dopo, quando sarà eletto papa Giovanni XVII.⠀

Papa Silvestro II, disegno tratto da Bartolomeo Sacchi detto il Platina, Vite De' Pontefici, a cura di Onofrio Panvinio, per i tipografi Turrini, e Brigonci, Venezia 1663

Come tutti i grandi personaggi l’ambiguità della carriera politica e delle scelte compiute in vita delineano una figura molto variopinta, quando si parla di Gerberto d’Aurillac. Noi possiamo ammirarne la complessità e la grande conoscenza e sapienza, dote apprezzata da tre imperatori consecutivamente e infine evangelizzata e portata alle massime cariche istituzioniali dal giovane Ottone III.⠀

Crediti Immagini:

MOSSOT, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Bartolomeo Sacchi, Public domain, via Wikimedia Commons

Copertina:

Immagine di wirestock su Freepik

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Marco G. Potenza

Curatore dell'aspetto editoriale dei contenuti che vengono proposti.Dopo un percorso triennale in Lettere classiche presso l'Università degli studi di Siena, ha scelto l'Università degli Studi del Piemonte Orientale a Vercelli per frequentare la specialistica, approfondendo lo studio nei campi della linguistica e della storia; qui si è laureato in Filologia classica, discutendo una tesi sulla famiglia arcaica ateniese degli Alcmeonidi e il suo rapporto con l'oracolo di Delfi.Al percorso di formazione è seguita la pubblicazione di un articolo sulla collana "Platone nel pensiero moderno e contemporaneo" riguardante il rapporto tra la differente percezione della realtà in Platone e Kafka; infine ha lavorato tre anni come docente presso una scuola media statale piemontese.

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