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La vita di Pericle, tra democrazia e legge

Nato agli albori del V secolo a. C. Pericle è da sempre considerato colui che fece dell’Atene classica la potenza democratica che noi tutti conosciamo.

A lui è stata attribuita la paternità di alcune fra le più importanti riforme democratiche della polis attica e la sua appartenenza alla famiglia degli Alcmeonidi. Tra i membri di questa famiglia si annovera anche quel Clistene che per primo organizzò l’assemblea delle tribù, non ha fatto nient’altro che incrementare la fama “popolare” del grande politico e oratore dell’antichità. La sua vita fu votata completamente al governo della propria città, alla partecipazione politica e all’arricchimento di Atene.

Busto di Pericle
Busto di Pericle – copia romana

E in effetti molti eventi epocali che interessarono Atene nel periodo classico si susseguirono durante il periodo in cui Pericle si occupò della cosa pubblica: il trasferimento del tesoro della Lega Delio-attica dalla sacra isola di Delo all’acropoli, nonché la ricostruzione dell’acropoli stessa in seguito alla devastazione perpetrata dai persiani al comando di Serse. Infine il suo astio verso la falange conservatrice della nobiltà ateniese e il conflitto che lo stesso Pericle aprì contro gli spartani sono indice ancora una volta della sua appartenenza politica al governo democratico.

PERICLE FU DAVVERO UN DEMOCRATICO?

La sua vita fu costellata da tutta una serie di processi intentati contro di lui dai suoi avversari politici; essi colpirono i suoi più stretti collaboratori e persino la sua compagna Aspasia. Le imputazioni criminali furono tra le più varie ma si focalizzarono principalmente su un unico aspetto: se lo dovessimo esprimere con un concetto moderno potremmo parlare di peculato. Tanto nella ricostruzione dell’acropoli quanto nella presentazione di determinate riforme (soprattutto per quanto riguarda l’introduzione del pagamento giornaliero per i membri delle assemblee o per le leggi sulla cittadinanza) egli veniva accusato di impossessarsi indebitamente di denaro e fondi pubblici per scopi privati o comunque concernenti il potenziamento economico della sua fazione politica.

Anche il trasferimento in Atene del tesoro della Lega, che da questo momento in avanti sarà amministrato unicamente dalla città attica e non più dall’anfizionia del santuario di Apollo dell’isola di Delo, può essere ricondotto ad un determinato tipo di politica economica attuata da Pericle, politica che mirava all’arricchimento dei singoli e del pubblico (o meglio del pubblico dalla sua parte) nella capitale ma anche al depauperamento delle finanze degli alleati. Infine l’appartenenza al clan degli Alcmeonidi, da cui Pericle discende attraverso il ramo matriarcale, non è obbligatoriamente sinonimo di fede democratica: la stessa celeberrima riforma di Clistene sopracitata deve essere inserita nel contesto di aspra lotta fra gruppi nobiliari che imperversava in Atene sul finire del VI secolo a. C. e non ricondotta unicamente ad un nuovo modo di organizzare il governo della polis.

LUCI E OMBRE

Come tutti i grandi personaggi dell’antichità ombre e luci si riverberano attorno alla figura di Pericle. Bisogna riconoscere che egli fu artefice della ricchezza e della gloria dell’Atene classica, ma si deve anche ammettere che sempre Pericle fu uno dei responsabili del conflitto contro Sparta, guerra che porterà all’irrimediabile declino della potenza e del prestigio della capitale attica, o delle usurpazioni e delle stragi nei confronti degli alleati della Lega.

Pericle tuttavia non vide mai l’esito fatale della cosiddetta Guerra del Peloponneso: morirà a causa di un’epidemia nell’autunno del 429 nella sua amata Atene. Gli abitanti della città piangeranno lo stratega che fu in grado di sopraelevare la città ai fasti della storia e da quel momento in avanti nessun uomo politico ateniese riuscì a raggiungere il livello di fama e di gloria di Pericle figlio di Santippo.

Statua di Pericle
Ubicazione: Atene, Grecia

Crediti Immagini:

Immagine di wirestock su Freepik
Di Sconosciuto – Jastrow (2006), Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1307582
Di Copy of Kresilas – Collegamento
Vatican Museums, Public domain, via Wikimedia Commons
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Marco G. Potenza

Curatore dell'aspetto editoriale dei contenuti che vengono proposti.Dopo un percorso triennale in Lettere classiche presso l'Università degli studi di Siena, ha scelto l'Università degli Studi del Piemonte Orientale a Vercelli per frequentare la specialistica, approfondendo lo studio nei campi della linguistica e della storia; qui si è laureato in Filologia classica, discutendo una tesi sulla famiglia arcaica ateniese degli Alcmeonidi e il suo rapporto con l'oracolo di Delfi.Al percorso di formazione è seguita la pubblicazione di un articolo sulla collana "Platone nel pensiero moderno e contemporaneo" riguardante il rapporto tra la differente percezione della realtà in Platone e Kafka; infine ha lavorato tre anni come docente presso una scuola media statale piemontese.

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